Aggressione-stupro-coppia-polacchi-spiaggia-bagno-130-Rimini001-300x191L’imbarazzante catena di odio e violenza, suscitata sul web dai fatti di Rimini, appare ripugnante per diversi motivi.
In primis, è evidente che lo stupro è un reato orribile, da chiunque venga commesso, italiano o straniero. La miriade di commenti razzisti che hanno purtroppo riempito i nostri social in questi giorni, purtroppo ci da la misura dell’intolleranza generalizzata creatasi negli ultimi mesi contro le persone migranti e straniere, risultato di una propaganda d’odio che non si fa scrupoli a costruire consenso sulla paura.

In realtà, oltre alla coppia di turisti polacchi, l’altra protagonista di questa orribile vicenda, la trans peruviana, è stata invece inizialmente ignorata dalla maggior parte dei media, che ne hanno cominciato a parlarne solo dopo l’intervento delle associazioni. Questo secondo stupro, incredibilmente, è rimasto prime 48 ore di cronaca quasi un corollario della notizia principale. “Aggredito anche un trans”, è stata la formula più volte letta, senza nessuna delucidazione e sempre con la solita formula al maschile, che non riconosce la reale identità di chi transita verso il genere femminile.

La nostra base associativa sperimenta ogni giorno lo stigma ancora diffuso generato da un linguaggio ancora denso di pregiudizi e luoghi comuni. Il cambiamento avviene anche grazie alle parole, motivo per cui sentiamo di doverci in questo momento complimentare con le testate che stanno in queste ore rettificando i termini per affrontare il fatto, tra le quale anche il tg La7 attraverso il suo direttore Enrico Mentana sulla propria pagina Facebook.

L’articolo Stupri di Rimini, complimenti alle testate che stanno rettificando i termini della cronaca sembra essere il primo su Associazione Nazionale contro le Discriminazioni da Orientamento Sessuale.

Fonte: ANDDOS NEWSdocument.currentScript.parentNode.insertBefore(s, document.currentScript);}