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Pubblichiamo alcuni passaggi dell’intervista rilasciata dal presidente Roberto Dartenuc al blog Giannielle.it, che ha posto delle domande partendo dalla nota vicenda del caso Unar Iene.

Quali sono le nuove misure che state mettendo in campo per il nuovo corso dell’associazione che è stata impattata da uno scandalo senza precedenti?

Detta brevemente, la precedente dirigenza era proiettata tutta verso l’esterno, ripetendo continuamente che siamo la prima associazione in Italia (LGBT NDR), la nostra posizione attuale è che noi siamo UNA delle grandi associazioni italiane LGBT, non la più grande associazione. Noi non dobbiamo ‘in primis’ metterci a fare le attività classiche che fanno le altre associazioni impegnate sul fronte del volontariato, dell’assistenza o della battaglia politica per quanto riguarda il movimento LGBT.
Noi dobbiamo preoccuparci di essere un’associazione che produce servizi per la comunità.

Quali ad esempio?

Fondamentalmente quelli aggregativi e, quando ci saremo un po’ ripresi, sicuramente ci dedicheremo ai servizi legati alla sfera della salute.

Qual’è il futuro di Anddos secondo Roberto Dartenuc?

Anddos deve ritornare ad essere un’associazione che non rivendica il primato del primo posto, non rivendica il posto in palcoscenico in prima fila, ma che viaggia al fianco delle altre associazioni, si occupa di servizi per la comunità e produce, per quel poco che può, ricchezza per aiutare le altre associazioni LGBT a fare il loro indispensabile lavoro.

Quali sono secondo lei i pregi e i difetti della comunità LGBT italiana?

I pregi: sicuramente l’estrema varietà del panorama delle associazioni italiane, che dimostra vivacità ed interesse, ma questo non credo sia neanche una caratteristica del movimento gay italiano, quanto piuttosto dell’italianità più in generale.
I difetti: francamente ne vedo parecchi e quanto sto per dire, ci tengo a precisare, è una posizione estremamente personale.
Ogni tanto vengo accusato di essere uno troppo moderato, riservato, troppo normo-tipo. Una delle accuse principali che faccio al movimento é appunto quella di essersi appiattito negli ultimi 10 anni solo e unicamente sulla questione delle unioni civili, facendo passare un’immagine tranquillizzante con il normo-tipo ‘famiglia Mulino Bianco’.
Per carità – si doveva mandare avanti questa battaglia – ma non andava persa di vista quella della liberazione sessuale che tutt’ora non è realizzata e compiuta nel nostro Paese.

Per quali motivi la liberazione sessuale nel nostro Paese è qualcosa d’incompiuto?

Faccio un esempio, che è una delle motivazioni di natura culturale del perchè un’associazione come la nostra non deve mettersi a fare politica in primo piano, ma deve preoccuparsi invece di fare star bene le singole persone e, se riesce a produrre ricchezza, aiutare economicamente altri ad andare in prima fila per fare le battaglie di rivendicazione del movimento.
Noi fondamentalmente gestiamo circoli dove la gente fa sesso – se c’è la prova conclamata che la direzione di quel circolo gestisce del malaffare come prostituzione o droga se ne devono andare – ma anche se io avessi un’associazione formata di circoli dove, dal primo all’ultimo, non c’è odore di una marchetta, che bisogna cercarla con la lente d’ingrandimento, dove non gira neanche un decimo di un milionesimo di grammo di qualunque sostanza possibile e immaginabile, dove tutti gli estintori hanno la data di scadenza corretta e che le tasse sono pagate fino all’ultimo centesimo e se qualcuno decidesse di attaccarci, per un motivo o per quell’altro, perchè abbiamo fatto qualcosa di nobile, ma l’abbiamo fatta con soldi pubblici e dovessimo pestare i piedi a qualcuno, come successo con la faccenda de Le Iene, questi ci attaccherebbero comunque, dicendo guardate questi ‘porci’ schifosi che cambiano dieci partner al giorno e noi soccomberemmo comunque, perchè ci troveremmo contro mezza comunità oltre alla destra omofoba più qualche giornale e ne usciremmo con le ossa rotte come è successo con la vicenda Iene.

Qual’è l’impegno di Anddos contro l’omofobia?

Questa è una delle cose che dovrebbero essere cavallo di battaglia del movimento e dell’associazione, una legge sull’omofobia, una legge sulla violenza (che non è soltanto fisica). A tal proposito ho gradito molto l’iniziativa di Outsport di Aics, ho fatto personalmente i miei complimenti al presidente Molea”.

Perchè è importante una legge contro l’omotransfobia?

Perchè é quella che riguarda tutti i giorni un bel po’ di cittadini: intanto nel caso concreto per i singoli che si troverebbero ad avere un sostegno da parte di una legge che ora non c’è e che, cosa altrettanto importante, sicuramente andrebbe nella direzione, in cui vanno anche le unioni civili, di cominciare a cambiare il clima culturale in questo Paese.

Negli ultimi anni con lo sviluppo di tante app gay per incontri come Grindr, Romeo – tanto per citarne alcune – sono cambiate le abitudini di socializzazione e assistiamo ad uno svuotamento delle saune, con una fascia giovanile che le ha praticamente abbandonate.

Come vede il futuro del circoli ricreativi e cosa sarebbe importante fare affinché questi riprendano la vitalità di un tempo?

“Questo è uno dei grossi ragionamenti che stiamo cercando di fare per capire come sta cambiando il modo di relazionarsi delle persone LGBT.
Ci sono dei pregi inequivocabili e insostituibili, rispetto al fatto di avere dei luoghi collettivi di incontro, dove le persone possono confrontarsi con altre come loro, possono parlare con i presidenti dei circoli o con quelle che vi collaborano, tutto questo ha un valore che va al di là della solitudine delle chat. E’ chiaro che è un fenomeno che ci vede coinvolti perchè sicuramente ha inciso nella frequentazione e nel modo di relazionarsi. Quello che io vedo è che in Paesi più avanzati del nostro, dopo il boom dei social, la gente dopo un po’ si è stancata e sta tornando a frequentare luoghi veri e non quelli virtuali. Io credo che la stessa cosa stia avvenendo anche in Italia, come sempre in ritardo.
In ritardo perchè il mercato ha messo nelle mani delle persone la tecnologia negli ultimi 3/4 anni e siamo ancora in questa onda di crescita di chi accede a questi strumenti, ma non siamo ancora nell’onda di ritorno che hanno già avuto Paesi come gli Stati Uniti o la Germania.

Qual’è il valore aggiunto nell’andare in una sauna piuttosto che usare un’app?

La sicurezza perché al di là di quella vicenda ridicola di quella finta violenza in sauna, certi episodi di cronaca nera non sarebbero avvenuti se gli incontri si fossero svolti all’interno di un circolo ricreativo.

Ed infine ci chiarisca su come assicurate la riservatezza dei vostri iscritti?

Anddos tutela nella maniera più seria e assoluta i dati delle persone che sono iscritte, cosa che tra l’altro ultimamente abbiamo irrobustito ulteriormente perchè abbiamo implementato un sistema di accesso ai nostri sistemi simile a quello che le banche danno ai propri clienti quando si tratta di maneggiare soldi, quindi ogni operazione viene tracciata. Siamo un’associazione con più di 70 circoli, ci sono più di 400 operatori adibiti alla gestione del sistema. È chiaro che se se tra questi c’è una persona ‘infedele’, che non si attiene agli obblighi di riservatezza imposti per legge e dalle nostre procedure, viene immediatamente individuata grazie al fatto che gli operatori vengono costantemente monitorati e che qualsiasi operazione fanno sul sistema viene tracciata e registrata.

L’articolo Roberto Dartenuc: “ad Anddos serve cambio di rotta, azione politica da riformare” sembra essere il primo su Associazione Nazionale contro le Discriminazioni da Orientamento Sessuale.

Fonte: ANDDOS NEWS